La Chiesa Cattolica nulla rigetta di quanto e' vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verita' che illumina tutti gli uomini. Essa pero' annuncia, ed e' tenuta ad annunziare, il Cristo che e' "via, verita' e vita" in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato a se stesso tutte le cose. Essa percio' esorta i suoi Figli affinche', con prudenza e carita', per mezzo del dialogo e la collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana essi riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi (3).In questi 20 anni altre volte sono state fatte dichiarazioni simili. Per fare solo un esempio, nella dichiarazione ufficiale a chiusura della prima assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC) svoltasi a Taipei dal 22 al 27 aprile 1974 si dice:
La Chiesa Locale e' una chiesa incarnata nella gente, una chiesa indigena e inculturata. E questo significa in concreto una chiesa in continuo, umile e amoroso dialogo con le tradizioni vive, le culture, le religioni - in breve con tutte le realta' vive della gente in mezzo a cui ha affondato profondamente le sue radici e di cui fa propria la storia e la vita. Cerca di partecipare in ogni cosa che veramente appartiene alla sua gente: i suoi significati e i suoi valori, le sue aspirazioni, i suoi pensieri, il suo linguaggio, i suoi canti e le sue manifestazioni artistiche. Perfino le sue debolezze e gli sbagli essa assume, perche' possano essere sanati.. Seguendo questi ed altri consigli simili, molti cristiani e missionari in tutto il mondo hanno cominciato a studiare le altre religioni, ad approfondirne il pensiero e l'insegnamento, a praticarne il modo di pregare e di meditare. Anche in diversi istituti missionari si consiglia che in ogni nazione qualche missionario entri in dialogo in modo specializzato con le religioni del luogo.
Nello stesso modo il Figlio di Dio assunse la totalita' della nostra condizione umana caduta (eccetto che per il peccato) in modo che Egli potesse veramente farla propria e redimerla nel suo mistero pasquale.
In Asia questo comporta specialmente un dialogo con le grandi tradizioni religiose della nostra gente. In questo dialogo noi le accettiamo come significanti e come elementi positivi nell'economia del disegno divino di Salvezza. In esse riconosciamo e rispettiamo profondi significati e valori spirituali ed etici. Per molti secoli esse sono state il tesoro dell'esperienza religiosa dei nostri antenati, e da cui i nostri contemporanei non cessano di attingere luce e forza. Esse sono state e continuano ad essere l'autentica espressione dei piu' nobili desideri del loro cuore e il luogo della loro contemplazione e preghiera. Esse hanno aiutato a dare forma alla storia e alla cultura delle nostre nazioni (4)
So con certezza: il mio cuore sono i monti, i fiumi e la terra; sono il sole, la luna e le stelle. (5)La spiegazione che diede il maestro Yamada fu la seguente: Il cuore qui indica tutto il proprio essere, e Doghen si sente in profonda unita', si sente una cosa sola con la natura e con tutto l'universo. E' come se dicesse: "Io sono i monti, i fiumi e la terra; sono il sole, la luna e le stelle."
Altissimu, onnipotente, bon Signore,Poiche' il maestro Doghen e Francesco appartengono a mondi e culture diverse, naturalmente non usano le stesse espressioni, pero' a parte le idee e le parole, mi pare che fossero in una simile posizione di Satori (7).
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfane,
et nullu homo ene dignu Te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo quale e' iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu e' bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi' Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ai formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et et onne tempo,
per lo quale a le Tue creature dai sustentamento.
Laudato si', mi' Signore, per sor'Acqua,
la quale e' multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi' Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello e' bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke'l sosterrano in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare:
Guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovara' ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no'l farra' male.
Laudate et benedicete mi' Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate. (6)
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NOTE.
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(2)..Yamada Koun, nato nel 1907, e' un maestro Zen laico. Dopo Harada Sogaku e Yasutani Hakuun e' alla guida di una scuola Zen detta "Sambo- Koryukai (Associazione per far rifiorire i tre tesori), che nella pratica Zen cerca di unire il meglio delle scuole Rinzai e Soto. E' abbastanza aperto alle altre religioni e offre la sua guida a numerosi stranieri, fra cui anche fedeli e religiosi cattolici..
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(3).."Concilio Ecumenico Vaticano II. Costituzioni, Decreti, Dichiarazioni", Ed. Ancora, Milano 1966. Pg. 367..
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(4)..Tradotto da "Evangelization in modern day Asia, The first plenary assembly of the Federation of Asian Bishops' Conferences, 3rd ed. 1981. Publ. by Office of the Secretary General, Hong kong-Manila. N. 12-14..
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(5)..Tradotto da "Shobo-Ghenzo", capitolo "Sokushin-zebutsu"..
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(6)..Fonti Francescane, Editio Minor, Editrici Francescane 1986, pg.136..
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(7)..Satori e' una parola giapponese che indica "la chiara comprensione" di qualcosa. E' generalmente tradotta "Illuminazione", oppure "Risveglio"; in inglese si usa anche il termine "Realization". Come forma verbale "Satoru" e' tuttora comunemente usata. Nello Zen indica una profonda esperienza di comprensione della Verita'. A volte e' usata per indicare un'esperienza mistica temporale, e' un po' l'obiettivo che ci si propone con la pratica religiosa. Altre volte, come intende Doghen, e' usata per indicare uno stato permanente di comprensione e di apertura mentale, che di per se' e' innata nell'uomo, ma si sviluppa e si chiarifica con la pratica religiosa..
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